Gruppo Salini, al via la costruzione della più grande diga dell’Africa
Salini Costruttori conquista in Etiopia il più rilevante contratto mai siglato da un’impresa italiana all’estero, del valore di 3,350 Md di Euro. L’azienda romana, infatti, si è aggiudicata la commessa per la costruzione della più grande diga del continente africano, un mega impianto idroelettrico sul Nilo Azzurro denominato Millennium, che produrrà 15mila Giga WH/anno di corrente elettrica.
“L’incarico per la diga in Etiopia – dichiara Pietro Salini, Amministratore Delegato della Salini Costruttori – è il coronamento di un grande sforzo sul piano tecnico e ingegneristico, che conferma la leadership di Salini tra i player mondiali delle costruzioni idroelettriche. Si tratta di una vittoria per tutto il made in Italy.”
Millennium Hydroelectric Project, commissionato dal Governo Etiopico tramite la Ethiopian Electric Power Corporation, è costituito da una centrale progettata per una potenza installata di 5250 MW che entrerà in funzione a partire dal settembre 2014. L’impianto aumenterà la potenza idroelettrica disponibile in Etiopia fino a 10.000 MW entro il 2017.
Si tratta di un impianto di potenza pari a quella di 6 centrali nucleari di medie dimensioni, la cui produzione annua, riferita al prezzo di 5 cents/Euro per KWh (valore applicato in Africa contro i 41 cents delle rinnovabili europee), ammonterà a 770 milioni/anno. Se l’energia fosse venduta in Europa il costo dell’impianto si ammortizzerebbe in un solo anno.
Il cantiere si trova a circa 700 km a nord ovest di Addis Abeba, sul Nilo Azzurro, nella regione di Benishangul – Gumaz. Il progetto prevede la costruzione di una diga in calcestruzzo rullato compattato (RCC) con 2 centrali elettriche installate ai piedi della diga. Le centrali sono posizionate sulla sponda destra e sinistra del fiume e si compongono di turbine Francis, rispettivamente 10 e 5 unità, con una capacità produttiva pari a 5250 MW. Completano il progetto uno sfioratore di calcestruzzo rullato e una diga ad arco lunga 5 km e alta 50 m, entrambe posizionate sulla riva sinistra.
Un risultato ottenuto attraverso una tecnologia pulita, senza impatti ambientali a monte dell’impianto – poichè la zona è scarsamente popolata e di conseguenza non saranno necessari reinsediamenti importanti – e con positivi effetti sull’agricoltura a valle di esso.
L’opera sarà realizzata secondo il metodo “Fast Track Implementation”, messo a punto dalla Salini per la costruzione di grandi impianti idroelettrici chiavi in mano. Il metodo, che si basa sull’avvio in contemporanea di tutte le fasi operative più importanti, permette un drastico abbattimento – di almeno il 50 per cento – dei tempi di realizzazione delle opere. L’impianto idroelettrico inizia così a generare benefici e introiti molto prima che tramite l’organizzazione tradizionale, con un più rapido ritorno anche per l’investimento economico.
La posa della prima pietra è prevista sabato 2 aprile alla presenza del premier etiope, Meles Zenawi; il ministro dell’Energia, Alemayehu Tegenu; i vertici dell’Ethiopian Electric Power Corporation e l’amministratore delegato di Salini Costruttori, Pietro Salini.
L’acqua e l’energia rappresentano il settore di business più importante del Gruppo Salini, che vanta un’esperienza di 20 grandi dighe costruite in quattro diversi continenti.
Con l’acquisizione di Millennium il portafoglio commesse cresce a 14,6 miliardi di cui l’83% all’estero e il 17% in Italia, a dimostrare la straordinaria capacità del Gruppo di rafforzare la propria presenza sui mercati esteri.
Giovedì, 31 marzo 2011





