A Ecomondo si parla di Green Economy con Coou, Cobat e International Power
La partecipazione del Consorzio obbligatorio degli oli usati (Coou) e di Cobat a Ecomondo, 15a Fiera internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile di Rimini, è stata l’occasione per discutere di green economy. Al centro del dibattito, tutte le problematiche legate allo sviluppo del settore, ciò che già è stato fatto e ciò su cui ancora si deve lavorare.
Ad aprire il convegno “Green economy: tra sviluppo e ambiente”, il modello del Sistema Consorzio (che garantisce i comportamenti virtuosi della filiera degli oli usati, dalla raccolta alla rigenerazione) spiegato dal presidente Paolo Tomasi: “Raccogliendo l’olio usato, avviandolo al riutilizzo e sensibilizzando i cittadini ad adottare comportamenti ambientali corretti, il Consorzio è riuscito a trasformare l’olio lubrificante usato da un rischio per l’ambiente in un’opportunità economica per il Paese.
Il ‘Sistema Consorzio’, infatti, s’impegna da anni con esperienza e attenzione a offrire i migliori servizi a tutti i livelli, senza gravare su consumatori e operatori. “Un’ attività mirata e costante di informazione e sensibilizzazione verso imprese, privati, giovani e scuole – sottolinea Tomasi – consente di sottrarre maggiori quantità di questo rifiuto pericoloso alla dispersione nell’ambiente e di reintrodurlo nel ciclo economico”.
Tra i sostenitori della green economy, il presidente del Cobat, Giancarlo Morandi: “Il settore – dice – può avere un ritorno economico positivo, magari non nell’immediato e non facile da vedere. E anche dove si presentano subito dei costi, alla fine c’è sempre un risparmio globale per la nostra economia”. A testimoniare l’impegno di Cobat per lo sviluppo del settore, l’accordo appena stipulato con il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo e il Comitato IFI-Industrie Fotovoltaiche Italiane, che decreta la nascita della prima filiera tutta italiana per la raccolta, il riciclo e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici. Un’iniziativa senza precedenti in Italia, la cui importanza è testimoniata dai numeri del mercato. Sul territorio nazionale ad oggi sono presenti circa 50 milioni di moduli, pari ad un’estensione di 75 km quadrati. Considerato che la vita media di un pannello è di 20-25 anni, nel prossimo periodo il riciclo e lo smaltimento rappresenteranno, quindi, un notevole problema ambientale che il sistema Paese dovrà affrontare.
Secondo Carlo di Primio, vice presidente di International Power, società leader nel settore dell’eolico, “gli elementi di redditività del segmento sono tanti e significativi – dice – mentre gli investimenti che ne dovrebbero sostenere lo sviluppo e migliorarne l’efficienza sono ancora troppo pochi”. International Power ha iniziato nel 2006 la sua attività di acquisizione di impianti nell’eolico e oggi il gruppo produce ogni anno circa 1milione e centomila MWh di energia elettrica. “L’approvvigionamento energetico dell’Italia – aggiunge Di Primio – non può prescindere dalle rinnovabili. Bisogna investire in questo settore. Chi lo sta già facendo, fa un atto di fiducia nel Paese, a mio avviso non molto corrisposto. Per ottenere risultati migliori, insomma, bisogna mettere in conto sacrifici e fatica”.
Federico Galliano, responsabile relazione istituzionale General Motors, sottolinea la prospettiva di incertezza per il settore della Green Economy nel nostro Paese. Un comparto che, invece, gode di ottima salute in Inghilterra e Germania. “La mobilità elettrica oggi, ad esempio, non è sostenibile perché è troppo costosa e perché non c’è concorrenza”, spiega. “Senza contare che, alla base del difficile decollo, c’è la mancanza di infrastrutture di ricarica”. Eppure, sottolinea Galliano: “Abbiamo necessità di investire in un business sostenibile, l’innovazione è un miglioramento continuo di prodotti e processi. General Motors sta lavorando per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, avvicinarci al biodisel che deriva da alghe, sviluppare veicoli ibridi, elettrici e a idrogeno. L’auto elettrica – conclude – porta con sé una nuova filiera, meno complessa di quella tradizionale: un motore termico, infatti, ha più di 230 componenti, quello elettrico solo 60”.

Un momento del convegno “Green economy: tra sviluppo e ambiente” presso lo stand del Sistema Consorzio
Roma, venerdì 11 novembre
eprcomunicazione affianca il Coou nell’attività di comunicazione, ufficio stampa e relazioni istituzionali





