Fathi Terbil: “La Libia sia patria della democrazia, mai più dittatura”
“Non permetteremo che in Libia torni la dittatura sotto qualsiasi copertura, anche quella religiosa. Vogliamo che la Libia sia la patria della democrazia e sia una parte della comunità internazionale, non un problema per gli altri Paesi, come è successo finora con l’immigrazione clandestina” . Così, il ministro della Gioventù e dello Sport del governo libico, l’avvocato Fathi Terbil, da sempre impegnato nella difesa dei diritti umani in Libia, invitato a Roma dall’Unione Forense dell’avvocato Mario Lana.
Terbil, che ha ritirato a Bruxelles il Premio Internazionale per i Diritti Umani Ludovic Trarieux, ha revocato gli anni bui della dittatura: “Nel 2005 – racconta – ho iniziato a difendere i diritti dei parenti delle vittime del massacro di Abu Salim”, che nel 1996 ha causato la morte di 1200 detenuti in due giorni. “Mi hanno perseguitato per anni – dice – ma il numero delle persone che il regime aveva lasciato vedove e orfani, delle famiglie che erano state ferite da queste atrocità, era immenso e mi ha dato la forza di andare avanti”.
Fathi Terbil, simbolo della contestazione contro il regime di Gheddafi, è stato arrestato a sette riprese, compreso quando era ancora uno studente,
Il 15 febbraio 2011, è stato condotto di fronte al responsabile della sicurezza di Gheddafi. La notizia ha subito raggiunto le famiglie delle vittime che hanno deciso di manifestare per la sua liberazione: il suo arresto, insomma, ha dato il via all’insurrezione di Bengasi. E’ stato rilasciato all’alba del 16 febbraio, grazie alla forte mobilitazione di fronte alla sede dei servizi di sicurezza. Ma, da allora, l’insurrezione esplosa a Bengasi il 17 febbraio si è propagata in tutta la Libia.
Istituito nel 1984, il “Premio Internazionale per i Diritti Umani – Ludovic Trarieux” viene assegnato ad un avvocato senza distinzione di nazionalità o di foro d’appartenenza, che abbia contribuito, grazie al suo lavoro, alla sua attività o alle sue sofferenze: alla tutela dei diritti dell’Uomo e, in particolare, del diritto alla difesa; ad affermare la supremazia del diritto, a combattere il razzismo e l’intolleranza in tutte le sue forme.
Nell’anno successivo alla sua creazione, il Primo Premio venne assegnato il 27 marzo 1985 a Nelson Mandela, all’epoca in prigione da 23 anni in Sudafrica.
Venerdì, 2 dicembre 2011
eprcomunicazione ha affiancato l’Unione Forense nell’attività di ufficio stampa e comunicazione dell’evento.






