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Con il COBAT, a scuola c’era una volta il rifiuto

La sfida

Accompagnare il Cobat, Consorzio Obbligatorio batterie esauste fino al 2008, verso la nuova dimensione generata dalla liberalizzazione del mercato del recupero delle batterie, da 20 anni suo esclusivo territorio di attività. Se da una lato l’apertura significa fronteggiare la competizione con nuovi attori, anche molto aggressivi, dall’altro dà al Consorzio la possibilità di allargare il suo campo d’azione ad altri rifiuti: una sfida nella sfida. La necessità più impellente è dunque quella di ribadire il suo profilo istituzionale e valorizzare il posizionamento ambientale proprio del suo dna, asset distintivo rispetto ai competitor.

 

Il nostro approccio

Mettiamo in campo una strategia di relazioni istituzionali e intelligence politica a tutto campo, accompagnata da un’attività di ufficio stampa su media top molto focalizzata. Per sostenere il tema “energia in movimento” che riassume e ribadisce la mission chiave del Consorzio, diamo vita per due anni a una campagna rivolta agli studenti delle scuole secondarie di primo grado con al centro un grande concorso nazionale sul tema “USO E RIUSO”. Il progetto, in condivisione con i Ministeri dell’Ambiente e dell’Istruzione nel quadro della carta d’intenti “Scuola, Ambiente, Legalità”, ha dato al Cobat l’opportunità di accrescere il suo capitale relazionale e di presidiare importanti canali istituzionali. Un filmato realizzato da Piero Angela e Bruno Bozzetto, ha raccontato alle classi la “storia dei rifiuti”, coinvolgendole nella realizzazioni di video sull’evoluzione del processo di smaltimento rifiuti dai tempi dei nonni ai giorni nostri, con una piattaforma web dedicata.

 

I risultati

“USO e RIUSO” oltre a coinvolgere studenti e moltiplicatori di informazione verso la famiglia, ha consentito di amplificare la visibilità e la public awareness del brand “Cobat” e a rafforzarne l’accreditamento con influenti e stakeholder territoriali. Ogni anno Cobat ottiene una visibilità media allineata agli obiettivi concordati, mentre il progetto “USO e RIUSO” ha coinvolto circa 8000 istituti su tutto il territorio nazionale, per un totale di 500.000 studenti e 50.000 insegnanti con un gradimento molto alto da parte delle scuole.