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“La scommessa di comunicare la PA fra nuove opportunità e difficoltà crescenti”

Si è appena conclusa la ventiseiesima edizione di Forum PA, la ormai tradizionale manifestazione dedicata alla pubblica amministrazione; quest’anno sempre meno vetrina e sempre più laboratorio, con tanti appuntamenti di formazione gratuita per gli operatori, che in molte migliaia si sono dati appuntamento a Roma per confrontarsi sui temi caldi della riforma della pubblica amministrazione, sulla crescita digitale e sulla programmazione dei fondi europei. A guidare la squadra di professionisti della comunicazione che ha gestito ufficio stampa e relazioni con le istituzioni anche quest’anno Camillo Ricci, amministratore delegato di eprcomunicazione, tra le maggiori società di relazioni pubbliche in Italia.
Ricci ha seguito tante edizioni del Forum e ha visto passare dalla manifestazione tanti Presidenti del Consiglio, da Berlusconi a Monti, e tanti diversi approcci con i temi della modernizzazione della macchina pubblica. Basti pensare all’approccio migliorista di Ministri come Frattini o Bassanini a quello più rivoluzionario di Brunetta, con le sue intemerate sui fannulloni.

Com’è cambiata la comunicazione della PA vista dall’osservatorio privilegiato del Forum PA?

Si sono susseguite, nel corso di pochi anni, varie fasi della comunicazione della PA. Siamo passati dalla reticenza alla condivisione, dalla residualità alla costituzione di strutture di professionisti, la cui competenza non ha nulla da invidiare a quella di chi opera nel settore privato. La Pubblica amministrazione ha smesso di considerarsi impenetrabile fin dal linguaggio e si è aperta, cominciando finalmente a fornire strumenti per rendere effettivi i propri diritti a chi si rivolge agli uffici pubblici. Non credo di esagerare se assegno alla comunicazione pubblica un ruolo importante nella definizione del concetto di cittadinanza. Però, malgrado una nuova consapevolezza di questa missione, oggi la PA sconta una mancanza di risorse per la comunicazione che rende tutto più difficile. Siamo al paradosso: negli anni ‘80/’90 c’erano budget enormi e poca cultura della comunicazione, oggi a fronte di una nuova attenzione alla relazione con il cittadino, non c’è una lira per comunicare.

Clicca qui per leggere l’intervista completa.

Martedì, 9 giugno 2015